Il grembiulino nero
Ho sempre combattuto contro le regole tacite o esplicite che mi sembravano senza senso.
Ho cominciato in prima media – Scuola Carducci di Firenze – in cui nel 1984 le bambine dovevano portare il grembiulino nero. E solo le bambine, i maschi no, loro ne erano esentati.
Supportata da genitori in gamba e da qualche insegnante, ho preso carta e penna e ho scritto la mia prima petizione, contro questa regola sessita ed antiquata. Mi sono fatta il giro di tutte le classi, ho raccolto le firme di tutte le ragazzine e sono andata dal Preside. Lui ha indetto una riunione con i genitori e con gli insegnanti, con noi no perchè eravamo piccoli (allora a 11-12 anni eri ancora nel limbo della fanciullezza).
Me lo ricordo ancora il giorno in cui il mio babbo e la mia mamma tornarono da quella riunione con la faccia mesta, perchè mi dovevano dire che la regola non era cambiata, ma soprattutto che quegli insegnanti che a parole mi avevano sostenuto, davanti al preside avevano ceduto.
Prima grande delusione della mia vita e, a seguire, primo atto di ribellione: mai più il grembiule nero a meno che qualcuno non me ne spieghi il significato.
Dopo qualche settimana, la regola era rimasta ma erano rimasti a casa anche i grembiulini neri delle mie compagne con i genitori illuminati, come i miei.
