Risposta a Totaro
Possiamo leggere sul Corriere Fiorentino che Totaro ci ha definiti figli di papà mandati in piazza dall’Obamino Fiorentino vestiti da teppisti.
- Primo: a me in piazza non mi ci ha mandato nessuno, perchè a differenza di lor signori, non ho qualcuno alle spalle che mi dice dove andare e cosa fare (Zaino leggero, orecchi a terra e reti orizzontali – E.Letta).
- Secondo: non c’è stata nessuna manifestazione non ufficiale, vorrei far notare che per una banalissima legge della fisica, se crei un imbottigliamento perchè stai selezionando chi può entrare e chi no, ovviamente al di là della barrierà si formerà un ingorgo di gente, e che questa gente rifiutata magari si incavoli anche un pò senza per questo diventare teppista.
- Terzo: T-shirt e pantaloni ecco il look del teppista con cui da ora in poi i poliziotti o, meglio ancora chi farà le ronde, potrà subito accorgersi se quello che si trova di fronte è una brava persona e chi è un teppista. Certo che tacchi alti, minigonna, camice stirate e possibilmente griffate, qualificano la persona perbene.
- Quarto: Totaro ma ti sei visto? Noooo, no nel senso che potresti sembrare anche tu un teppista, no dicevo ti sei visto nei video che circolano su facebook?
Lettera aperta al Prefetto di Firenze
Riporto quanto inviato e oggi pubblicato sull’Unità (sezione Firenze).
Sono Valentina Zipoli è vorrei raccontarle quello è accaduto ieri, 2 Giugno, in piazza Goldoni a Firenze.
E’successo che un portiere, su ordine del proprietario della squadra, ha disposto la barriera in difesa: avversario annienato. Se fosse calcio saremmo tutti contenti, se fosse democrazia esigeremmo spiegazioni, ma siamo in Italia e nei TG nazionali, passano solo le folle osannanti.
Arrivo in piazza Goldoni con mia madre: ci sono le transenne e davanti ai poliziotti ci sono anche tre ragazzi del PDL che selezionano chi entra e chi no. Potevano entrare quelli con l’invito, cartaceo o via sms, chi mostrava la tessera del partito e altre persone, non si sa bene perché. Ho chiesto perché mia madre ed io non potevamo passare e la risposta è stata: se non siete qui per applaudire andate da un’altra parte. Tale ragazzo che aveva nascosto il tesserino del PDL si è spacciato per funzionario della polizia, poi qualcuno si è accorto della cosa e lo ha fatto presente, ed il ragazzo è stato allontanato. E’arrivato Totaro che ci ha invitato letteralmente a “levarci dai coglioni”, poi anche Donzelli che ha provato ad avvicinarci ma è stato rapidamente portato via.
E’ cominciata ad arrivare altra gente, gruppi d ragazzi buttati fuori dalla piazza antistante l’albergo. Ma non li hanno mandati via tutti, quelli che erano in piazza, “sicurezza a campione” l’hanno chiamata. Il campione era selezionato in base al look, non sto scherzando è tristemente reale. Questa, a mio avviso, è epurazione.
Ho chiesto di parlare con le forze dell’ordine e dopo un bel po’ è arrivato un funzionario che ci ha spiegato che una non meglio precisata Ordinanza del Questore per motivi di sicurezza impediva il passaggio nella sede dell’incontro. Ma quale sicurezza? Ero in pantaloni, maglietta e con uno zainetto, sono un medico, una mamma di una bambina di 4 anni, ed ero li con mia mamma di 64 anni: per chi rappresentavamo un pericolo?
Oppure Signor Prefetto anche le parole sono una questione di sicurezza? La selezione dei ragazzi della PDL era chiara, passavano solo le folle osannanti e non dovevano farsi vedere i contestatori. Non si può dire, e soprattutto non a telecamere accese, che “il re è nudo”.
A dimostrazione di quale pericolo rappresentavamo per la sicurezza ce ne siamo stati lì per quasi 4 ore, in modo pacifico, ad aspettare risposte che non sono mai giunte chiare. Alla fine ci siamo opposti al passaggio di gente che apparentemente era come noi, ma non si sa per quale diritto divino poteva entrare. Ci hanno detto di spostarci, educatamente lo abbiamo fatto. La cosa si è ripetuta più volte fino a che si è deciso di chiudere a tutti.
Lo scopo del PDL era chiaro, ma quello delle forze dell’ordine no.
Questa lettera è per chiedere una spigazione, una spiegazione pubblica e che abbia un senso per una democrazia e che, soprattutto, non leda l’Articolo 21 della Costituzione Italiana.
In attesa di una risposta,
Valentina Zipoli
Ricercatore in Neurologia – Università di Firenze
Candidata al Consiglio Comunale – Lista Renzi

