Alle Europee io voto PD
Il motivo è chiaro ed è pressochè identico a quello espresso da Pino Corrias.
Voterò per il pd, come alle scorse elezioni europee, politiche, amministrative. Non turandomi il naso, ma qualche volta le orecchie. Perché penso che li dentro – nonostante le piccole nomenklature, le molte timidezze, in certi casi le collusioni con una pratica del potere dedita al compromesso – ci sia anche quel po’ di buona Italia che resta e che resiste. Perché trovo velleitaria la sinistra radicale, e Di Pietro già votato a sufficienza. Perché penso che solo rafforzando la sinistra moderata si riuscirà a arginare la deriva autoritaria in atto, la liquidazione della legalità e della libertà di stampa. Perché forse rafforzando il pd, il nuovo che compare nelle liste, si avvierà la sua rinascita. E in definitiva un riequilibrio dei poteri che è la sola garanzia per una vita democratica del Paese.
Spero che da qui si possa ricominciare a fare Politica vera, che riesca finalmente a venir fuori l’Italia che resta e che resiste. Faccio però fatica ad identificarmi con i leader che si sono succeduti negli anni, nei DS prima e nel PD poi. Non ci hanno messo l’anima, non hanno mai avuto il coraggio di fare affermazioni nette, se ne sono sempre usciti con mezzi compromessi che hanno scontentato tutti e fatto contento Berlusconi. Si, Berlusconi, perchè secondo me il PDL non esiste, o meglio si identifica in un sol’uomo Berlusconi che tiene tutti uniti in nome del ricatto e del denaro (e anche con qualche piacevole intrallazzo…).
In questo do ragione a Travaglio o Gomes che voteranno Di Pietro, che effettivamente è l’unico baluardo dell’opposizione. Ma no, proprio non ce la faccio ad abbandonare il PD che mi pare essere l’unico partito capace di fermare (con i numeri almeno) l’approssimarsi del regime berlusconiano.
Ma poi ci vuole un leader che non sappia parlare solo di arginare Berlusconi, perchè, per dirla come Ezra Pound, quando un uomo non ha il coraggio di rischiare per le sue idee o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui.
Risposta a Totaro
Possiamo leggere sul Corriere Fiorentino che Totaro ci ha definiti figli di papà mandati in piazza dall’Obamino Fiorentino vestiti da teppisti.
- Primo: a me in piazza non mi ci ha mandato nessuno, perchè a differenza di lor signori, non ho qualcuno alle spalle che mi dice dove andare e cosa fare (Zaino leggero, orecchi a terra e reti orizzontali – E.Letta).
- Secondo: non c’è stata nessuna manifestazione non ufficiale, vorrei far notare che per una banalissima legge della fisica, se crei un imbottigliamento perchè stai selezionando chi può entrare e chi no, ovviamente al di là della barrierà si formerà un ingorgo di gente, e che questa gente rifiutata magari si incavoli anche un pò senza per questo diventare teppista.
- Terzo: T-shirt e pantaloni ecco il look del teppista con cui da ora in poi i poliziotti o, meglio ancora chi farà le ronde, potrà subito accorgersi se quello che si trova di fronte è una brava persona e chi è un teppista. Certo che tacchi alti, minigonna, camice stirate e possibilmente griffate, qualificano la persona perbene.
- Quarto: Totaro ma ti sei visto? Noooo, no nel senso che potresti sembrare anche tu un teppista, no dicevo ti sei visto nei video che circolano su facebook?
Lettera aperta al Prefetto di Firenze
Riporto quanto inviato e oggi pubblicato sull’Unità (sezione Firenze).
Sono Valentina Zipoli è vorrei raccontarle quello è accaduto ieri, 2 Giugno, in piazza Goldoni a Firenze.
E’successo che un portiere, su ordine del proprietario della squadra, ha disposto la barriera in difesa: avversario annienato. Se fosse calcio saremmo tutti contenti, se fosse democrazia esigeremmo spiegazioni, ma siamo in Italia e nei TG nazionali, passano solo le folle osannanti.
Arrivo in piazza Goldoni con mia madre: ci sono le transenne e davanti ai poliziotti ci sono anche tre ragazzi del PDL che selezionano chi entra e chi no. Potevano entrare quelli con l’invito, cartaceo o via sms, chi mostrava la tessera del partito e altre persone, non si sa bene perché. Ho chiesto perché mia madre ed io non potevamo passare e la risposta è stata: se non siete qui per applaudire andate da un’altra parte. Tale ragazzo che aveva nascosto il tesserino del PDL si è spacciato per funzionario della polizia, poi qualcuno si è accorto della cosa e lo ha fatto presente, ed il ragazzo è stato allontanato. E’arrivato Totaro che ci ha invitato letteralmente a “levarci dai coglioni”, poi anche Donzelli che ha provato ad avvicinarci ma è stato rapidamente portato via.
E’ cominciata ad arrivare altra gente, gruppi d ragazzi buttati fuori dalla piazza antistante l’albergo. Ma non li hanno mandati via tutti, quelli che erano in piazza, “sicurezza a campione” l’hanno chiamata. Il campione era selezionato in base al look, non sto scherzando è tristemente reale. Questa, a mio avviso, è epurazione.
Ho chiesto di parlare con le forze dell’ordine e dopo un bel po’ è arrivato un funzionario che ci ha spiegato che una non meglio precisata Ordinanza del Questore per motivi di sicurezza impediva il passaggio nella sede dell’incontro. Ma quale sicurezza? Ero in pantaloni, maglietta e con uno zainetto, sono un medico, una mamma di una bambina di 4 anni, ed ero li con mia mamma di 64 anni: per chi rappresentavamo un pericolo?
Oppure Signor Prefetto anche le parole sono una questione di sicurezza? La selezione dei ragazzi della PDL era chiara, passavano solo le folle osannanti e non dovevano farsi vedere i contestatori. Non si può dire, e soprattutto non a telecamere accese, che “il re è nudo”.
A dimostrazione di quale pericolo rappresentavamo per la sicurezza ce ne siamo stati lì per quasi 4 ore, in modo pacifico, ad aspettare risposte che non sono mai giunte chiare. Alla fine ci siamo opposti al passaggio di gente che apparentemente era come noi, ma non si sa per quale diritto divino poteva entrare. Ci hanno detto di spostarci, educatamente lo abbiamo fatto. La cosa si è ripetuta più volte fino a che si è deciso di chiudere a tutti.
Lo scopo del PDL era chiaro, ma quello delle forze dell’ordine no.
Questa lettera è per chiedere una spigazione, una spiegazione pubblica e che abbia un senso per una democrazia e che, soprattutto, non leda l’Articolo 21 della Costituzione Italiana.
In attesa di una risposta,
Valentina Zipoli
Ricercatore in Neurologia – Università di Firenze
Candidata al Consiglio Comunale – Lista Renzi
Il portiere per ordine del padrone ha disposto la barriera
Ieri, 2 giugno, in piazza Goldoni a Firenze quella minima sperenza, o ingenuità, che mi era rimasta si è infranta sulle transenne che ci hanno impendito di manifestare il nostro pensiero al Presidente Del Consiglio.
E’ successo che un portiere, su ordine del proprietario della squadra, ha disposto la barriera in difesa: avversario annienato. Se fosse calcio saremmo tutti contenti, se fosse democrazia esigeremmo spiegazioni, ma siamo in Italia e nei TG nazionali, passano solo le folle osannanti.
Berlusconi arriva a Firenze, ovviamente non in piazza ma al Grand Hotel in piazza Ognissanti, e viene pure allestito un maxi-schermo per chi, non eletto, non possa entrare nel lussuoso albergo. Ma anche chi lo vuol seguire dalla piazza avrà i suoi problemi: gente in borghese (polizia? sicurezzza PDL?) eseguiva controlli per la cosiddetta “sicurezza a campione”: in poche parole facevano sloggiare dalla piazza quelli che a loro giudizion non erano consoni, o non ispiravano essere degli adoratori dell’imperatore. Quindi via, fuori dalla piazza, epuriamola dai dissidenti.
Per chi arrivava in piazza Goldoni la storia era simile: transenne della polizia, poliziotti schierati e tre tre ragazzi della Sicurezza del PDL che selezionavano gli eletti. I criteri di inclusione erano l’avere un invito cartaceo o, in sua vece, far vedere bene il telefonino con l’sms d’invito, avere una tessere del PDL o analoghi, o essere riconosciuti come gente perbene dai tre del PDL. Sono arrivata verso le 14.30 con mia mamma, c’era un pò di coda ho chiesto perchè e mi hanno spiegato (quelli del PDL che non si poteva passare). Abbiamo chiesto spiegazioni ai referenti delle forze dell’ordine, che sono arrivate più tardi e hanno parlato di una non meglio precisata Ordinanza del Questore per motivi di sicurezza impediva il passaggio nella sede dell’incontro. Ma la sicurezza di chi, e chi rappresentava un pericolo per la sicurezza?
Noi, noi che non rappresentavamo esattamente la folla osannante che si vede tutti i giorni a circondare Berlusconi. Per noi non vale Articolo 21 della Costituzione Italiana, certo per lui è proprio la Costituzione che non ha senso di esistere….. Per noi che non possiamo essere ripresi dai telegiornali tutti uguali mentre urliamo che il re è nudo. Per noi che abbiamo dovuto subire oltre al sopruso, anche le offese di quelli che riuscivano a passare che non si rendevano conto di essere in mezzo ad u palese affronto della Costituzione, ma erano tronfi di far parte dell’élite.
Dell’élite arrogante, mediocre, becera che sta affogando la nostra democrazia.
Aspettando una nuova Liberazione
Il Times dedica il secondo editoriale in poco più di due settimane al Presidente del Consiglio italiano, ed il titolo è di quelli ad effetto: “Cala la maschera del clown”. Ma anche nell’articolo mettono per scritto i pensieri che affollano le menti di molti, moltissimi italiani.
Citando la traduzione di Repubblica :
“L’aspetto più sgradevole del comportamento di Silvio Berlusconi non è che è un pagliaccio sciovinista, né che corre dietro a donne di 50 anni più giovani di lui, abusando della sua posizione per offrire loro posti di lavoro come modelle, assistenti o perfino, assurdamente, come candidate al parlamento europeo. Ciò che è più scioccante è il completo disprezzo con cui egli tratta l’opinione pubblica italiana. Il senile dongiovanni può trovare divertente agire da playboy, vantarsi delle sue conquiste, umiliare la moglie e fare commenti che molte donne troverebbero grottescamente inappropriati. Ma quando vengono poste domande legittime su relazioni scandalose e i giornali lo sfidano a spiegare legami che come minimo suscitano dubbi, la maschera del clown cala. Egli minaccia quei giornali, invoca la legge per difendere la propria ‘privacy’, pronuncia dichiarazioni evasive e contraddittorie, e poi melodrammaticamente promette di dimettersi se si scoprisse che mente”.


